
Chiara Modica Dona dalle Rose, Custode della Memoria, Artefice del Futuro
l’Anima di Skanderbeg e il Sogno di Leonardo da Vinci in una Donna del XXI Secolo

Di Artur Nura
L’intervista con Chiara Modica Dona dalle Rose ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento sul percorso umano, professionale e intellettuale di questa donna molto particolare, una personalità nella quale convergono armonicamente le figure dell’avvocata, della curatrice d’arte, della scrittrice e della mecenate.
Ambiti apparentemente differenti che trovano tuttavia una comune matrice nella convinzione che l’arte, la cultura e la conoscenza costituiscano strumenti fondamentali per la crescita dell’individuo e per il dialogo tra i popoli.
Nel corso della conversazione è emersa con particolare forza la sua visione dell’arte come linguaggio universale capace di superare barriere geografiche, culturali e religiose, soprattutto in un’epoca caratterizzata dalla rapidità delle comunicazioni digitali e dal rischio di una progressiva frammentazione delle relazioni umane.
In tale prospettiva si inserisce il suo impegno nella Biennale Internazionale di Arte Sacra Contemporanea, concepita non soltanto come evento espositivo, ma come autentico laboratorio di incontro tra culture, spiritualità e sensibilità artistiche diverse, in cui il patrimonio della tradizione dialoga con le sfide della contemporaneità.
Particolarmente significativa è risultata la riflessione sulle proprie radici familiari e culturali, che affondano nella prestigiosa discendenza dalla famiglia di Gjergj Kastrioti Skanderbeg, figura leggendaria della storia europea e simbolo identitario del popolo albanese.
La memoria di Skanderbeg non rappresenta per l’intervistata un semplice elemento genealogico, bensì una responsabilità morale e culturale. L’eredità ricevuta da una delle personalità più emblematiche del XV secolo si traduce infatti nella consapevolezza di appartenere a una tradizione fondata sul coraggio, sulla difesa dei valori, sulla libertà e sul dialogo tra civiltà.
La figura di Skanderbeg, celebrato dalla storia come “Atleta di Cristo” per il suo ruolo nella difesa della cristianità europea, assume così una dimensione che trascende il passato per diventare fonte di ispirazione nel presente. Attraverso il suo operato culturale, Chiara Modica Dona dalle Rose sembra raccogliere idealmente tale eredità, trasformando la forza delle armi che caratterizzò il suo illustre antenato nella forza delle idee, della cultura e della bellezza come strumenti di costruzione di ponti tra le persone e tra le nazioni.
L’aspetto forse più affascinante emerso dall’intervista riguarda tuttavia il rapporto ideale che ella intrattiene con la figura di Leonardo da Vinci. Alla domanda su quale personaggio storico avrebbe desiderato incontrare, la risposta è stata immediata e spontanea: Leonardo da Vinci. Una scelta che rivela molto più di una semplice ammirazione intellettuale. Leonardo rappresenta infatti il paradigma dell’essere umano capace di superare i confini disciplinari, unendo arte, scienza, tecnica, filosofia e osservazione del mondo in una sintesi straordinaria.
Analizzando il suo percorso di vita, emerge come questa identificazione non sia soltanto ideale, ma presenti sorprendenti punti di contatto con la sua esperienza personale. Come Leonardo, Chiara Modica Dona dalle Rose ha sviluppato una visione interdisciplinare della conoscenza, rifiutando le limitazioni imposte dalle specializzazioni rigide.
La sua attività giuridica convive con la ricerca culturale, la scrittura con il mecenatismo, l’organizzazione di eventi internazionali con la promozione del patrimonio artistico e spirituale. In ciascuno di questi ambiti si manifesta una costante tensione verso l’innovazione, la scoperta e la valorizzazione del potenziale umano.
Da una prospettiva culturale e simbolica, si potrebbe persino sostenere che ella incarni una moderna interpretazione femminile dello spirito leonardesco. Non certamente per un confronto diretto con il genio irripetibile del Rinascimento, ma per quella medesima aspirazione all’universalità del sapere, per la curiosità intellettuale che attraversa discipline differenti e per la capacità di trasformare la conoscenza in azione concreta al servizio della società.
In questo senso, la sua figura appare come una sintesi originale tra due grandi eredità della storia europea: da un lato quella di Skanderbeg, che richiama il valore della memoria, dell’identità e della responsabilità verso le proprie radici; dall’altro quella di Leonardo da Vinci, che evoca la ricerca incessante della conoscenza, la creatività senza confini e la fiducia nelle capacità dell’essere umano di immaginare il futuro.
L’intervista con Chiara Modica Dona dalle Rose si conclude così lasciando emergere un messaggio di profonda continuità tra passato e presente. L’eredità che l’intervistata desidera trasmettere alle nuove generazioni non consiste soltanto in opere, progetti o istituzioni culturali, ma in una visione dell’esistenza fondata sulla cultura come strumento di elevazione spirituale, sulla conoscenza come responsabilità e sulla creatività come forza capace di trasformare il mondo.
In questa prospettiva, la sua vicenda personale assume il valore di una testimonianza contemporanea di come la grandezza delle radici storiche possa tradursi in un impegno concreto e innovativo per il bene comune, facendo di lei una figura che, per ampiezza di interessi, sensibilità umanistica e vocazione universale, può essere interpretata come una moderna “Leonardo da Vinci al femminile”, custode di una memoria illustre e al tempo stesso artefice di nuove visioni per il futuro.
Tuttavia, le riflessioni emerse nel corso di questa conversazione rappresentano soltanto una parte della ricchezza umana, culturale e intellettuale che caratterizza la protagonista dell’intervista. Per cogliere pienamente la profondità del suo pensiero, la complessità del suo percorso e la visione che anima il suo impegno nell’arte, nella cultura e nella valorizzazione del patrimonio storico e spirituale, è indispensabile ascoltare l’intervista integrale su Radio Radicale.
Non sarebbe quindi azzardato immaginare, in futuro, la realizzazione di una puntata programma televisivo Tutte le Strade Portano a Roma interamente dedicato alla sua storia e alla sua visione, capace di esplorare le molteplici dimensioni della sua personalità: giurista, scrittrice, mecenate, promotrice culturale, custode di una prestigiosa eredità storica e interprete di un moderno umanesimo al femminile.


















